Come nascono i nomi Peperino e Vespa?
Il nome tra mito e realtà.
Anche negli anni 40 le moto e le auto avevano un nome e tutti i produttori attingevano a piene mani dal mondo animale. Il nome è fondamentale per la percezione che il pubblico avrà dell’oggetto perchè ne definisce le caratteristice e riassume in modo simbolico le qualità.
La moto più diffusa in Italia con 30.000 unità vendute era la Guzzi 250 battezzata Airone. Sullo stesso filone la motoleggera Guzzi del 46 da 65 cc aveva il nome Cardellino. In Germania l’auto del popolo si chiamava Maggiolino ed in Italia l’auto per la motorizzazione di massa Topolino (escursione nel mondo dei cartoons). Sembra quindi abbastanza naturale che fra le cose da decidere per la realizzazione del nuovo scooter Piaggio ci fosse anche la scelta del nome.
Tuttavia l’azienda ha sempre rappresentato questo passaggio legandolo ad episodi casuali.
Per l’MP6 di Spolti e Casini il richiamo alla Fiat Tpolino viene spontaneo. La scelta del nome risulterebbe coerente anche con il progetto industriale: così come la Topolino intendeva motorizzare il paese con le quattro ruote, il Paperino si proponeva di farlo con le due. Per la versione ufficiale tuttavia furono gli operai di Biella a dare affettuosamente il nome allo scooter, ispirati dalla forma strana e infondo mal riuscita. In un biglietto di auguri indirizzato a Spolti due operai assumono la paternità della scelta del nome.

1945 IT PIAGGIO MP5 L'attribuzione del nome Paperino
Anche per la Vespa si cammina sullo stesso piano. In questo caso Enrico Piaggio in persona di fronte all’MP6 “trovò che il veicolo, per la sua forma (vita stretta e parte posteriore grossa) ricordasse l’imenottero omonimo. Nessun altro nome fu mai in predicato.” E questo è tutto.
Non è tutto…