Dalla Vespa 98 alla Vespa 125 del 1948
Sono ormai passati due anni dall’esordio della Vespa 98 nell’aprile del 1946 e dopo i timidi inizi negli stabilimenti di Pontedera sono state prodotte circa 13.000 Vespa.
Il collaudo sul campo dello scooter (come da tradizione fatto a spese dei clienti) “ ha consentito, in breve volger di tempo di portare alla «Vespa» quei ritocchi necessari e di preparare il nuovo modello di 125, con molleggio posteriore e telaio di grande stabilità. … L’applicazione del molleggio posteriore, l’aumento di potenza del motore, il rafforzamento di alcune parti della scocca, hanno consentito alla «Vespa» una prestazione anche maggiore a quella inizialmente prevista, tanto che oggi la nostra macchina viene usata con piena soddisfazione anche nel turismo e sopporta egregiamente l’applicazione del sidecar. Nella recente impostazione in grande serie attuata negli stabilimenti di Pontedera il tipo della «Vespa» si è affinato in ogni minimo particolare così da offrire una piena garanzia di ottimo e prolungato funzionamento.” (Corradino D’Ascanio – Rivista Piaggio n. 1 Anno I Gennaio 1949)
Le caratteristiche principali che differenziano la Vespa 125 dalla Vespa 98 sono quindi, per voce del suo progettista, il molleggio posteriore, l’aumento di potenza del motore, il rafforzamento di alcune parti della scocca, la possibilità di applicare il sidecar e di estendere l’uso dello scooter anche per il turismo, nonché l’affinamento di “ogni minimo particolare”.
La Vespa 125 del 48, a cui viene assegnata la sigla V1T, colma quindi alcune lacune rese evidenti dall’uso della Vespa 98 quali:
- Comfort di guida (mancanza di ammortizzatori, posizione in sella, rumorosità del motore e del silenziatore, difficoltà di funzionamento delle bacchette del cambio nella zona della pedana)
- Prestazioni modeste (60 km/ora)
- Difficoltà di accensione e difficoltà di accensione a freddo
- Assenza di riserva di carburante
- Difficoltà nello stazionamento
Ecco i rimedi adottati.
Comfort di guida
Il sistema di ammortizzatori viene rivoluzionato. All’avantreno il tubo dello sterzo che nei modelli precedenti piegava verso sinistra ora piega verso destra.
Viene abbandonato il sistema con molle a ricciolo sostituito da un sistema basculante con molla elicoidale di tipo tradizionale, in asse con il tubo dello sterzo.
Al retrotreno viene abbandonato il tampone in gomma e viene adottato un ammortizzatore formato da molla elicoidale e ammortizzatore idraulico. Il motore, solidale alla ruota posteriore, è collegato al telaio tramite un perno e, posteriormente, tramite l’ammortizzatore.
Per consentire il movimento del motore viene allargato il foro che unisce il vano motore al vano carburatore ed il cofano motore viene aperto in prossimità della ventola. La sella è dotata di molle anche nella parte anteriore e viene introdotto per la prima volta un gancio portaborse. Il nuovo sistema di ammortizzatori viene considerato una caratteristica dominante tanto che il modello viene anche chiamato Vespa 125 E , “Elastica”. I cofani tornano ad essere asimmetrici come già in passato per il prototipo MP6. Sella e manubrio hanno una maggiore altezza da terra (+ 9 cm) come pure la pedana poggia piedi (+ 7 cm). L’interasse delle ruote è più corto di 4 cm. Il silenziatore viene ridisegnato e reso più efficiente. Per evitare che soprattutto il passeggero potesse interferire con il funzionamento della bacchetta del cambio posta sopra la pedana poggia piedi la stessa viene fatta passare all’interno del telaio.
Il sistema antifurto a lucchetto viene sostituito da un blocca sterzo a chiave.
Prestazioni
Il motore della nuova 125 è sostanzioalemente quello della Vespa 98, potenziato con l’aumento di cilindrata a 124.79 cc ottenuto grazie all’aumento dell’alesaggio da 50 mm a 56.5 mm. (la corsa passa da 50 mm a 49,8). Per ridurre la rumorosità vengono ridisegnati gli ingranaggi e la trasmissione.
Difficoltà di accensione
La leva di avviamento viene nuovamente ridisegnata per rendere più comoda l’accensione. Per far fronte ai problemi di accensione a freddo viene ridisegnato il filtro aria del carburatore Dellorto 17 A che viene dotato di un dispositivo a ghigliottina con comando sotto la sella.
Assenza di riserva
Il serbatoio di 5 litri ha un nuovo rubinetto con posizione aperto, chiuso e riserva e la levetta di apertura, in un unico pezzo, è a forma di gancio. La capacità della riserva è di 0,65 litri.
Difficoltà nello stazionamento
Viene introdotto un cavalletto laterale (che avrà vita breve).






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